In questo progetto la richiesta della committenza è stata quella di realizzare un appartamento all’interno di un locale ricavato negli anni ’90 da una sopraelevazione dell’edificio di proprietà della famiglia. In precedenza era stata completata solo la parte esterna,realizzata in continuità con l’esistente, lasciando però al grezzo gli interni. Il locale si trova al secondo ed ultimo piano di una palazzina privata edificata negli anni ’80 ed è disposto su tre lati liberi con affaccio esterno ed una parete cieca confinante con altra proprietà. Ciò che era stato realizzato è una struttura in acciaio ed una copertura in pannelli prefabbricati, per non gravare troppo sul carico della struttura preesistente.

Altra richiesta era quella di completare il collegamento interno con una nuova rampa di scale,che andasse ad integrare la scala condominiale presente e demolendola soletta in cemento residua del vecchio cantiere. Tutto in tempi molto brevi di consegna.
Avendo questi dati a disposizione, la prima considerazione fatta è stata sulle tamponature. Essendo un ultimo piano e volendo pertanto aumentarne notevolmente le prestazioni energetiche, tutte le tamponature (pareti, solaio di piano e copertura) sono state realizzate con elementi a secco in lana di roccia minerale e gesso, annullando praticamente anche i tempi di asciugatura non essendo stati impiegati mattoni, malta ed intonaco tradizionali. In questo senso è andata anche la progettazione degli impianti, optando per un impianto di riscaldamento a pennelli radianti, climatizzazione centralizzata, elettrodomestici di ultima generazione ed illuminazioni a basso consumo.
Ciò che per cosi dire “non si vede”, è sicuramente fondamentale nella progettazione. Struttura ed impiantistica sono alla base di un buon progetto. Ma ciò che colpisce in questa abitazione, è proprio lo pazio finale ottenuto. La scala di accesso funziona come un varco. Si passa da un ambiente tipicamente configurato come avveniva negli anni ’80, ad uno spazio completamente rivisitato. Il passaggio si percepisce, ma lo stacco è volutamente razionale, non troppo netto. Infatti, anche se le forme sono ripulite, i colori sono del tutto simili a quelli esistenti nell’edificio. Non è stata alloggiata una classica balaustra, tutto ruota intorno ad un setto contenitivo. Lo spazio è come dilatato. I gradini sono di biancone, un marmo chiarissimo, mentre le pareti sono dipinte di bianco. Anche se è presente una sola finestra, i colori chiari e l’unica balaustra in vetro, rendono lo spazio omogeneo, come se non avesse limiti ben definiti e si amplificasse anche nella luce,istallata in modo inatteso. Entrando nell’appartamento si percepisce una situazione di continuità. Anche qui tutto ruota intorno ad un grande setto contenitivo, ma più imponente del primo. Questo non arriva volutamente fino al soffitto lasciando leggere la doppia falda della copertura. La parete di fondo è dipinta di una tonalità piùs cura e tutto ciò contribuisce alla percezione di un ambiente unico,senza l’utilizzo delle classiche pareti divisorie, ma attrezzato secondo i vari ambienti funzionali. In realtà dietro al setto si cela la zona notte. Due grandi bagni, due camere ed uno studiolo vivono in questo modo della loro privacy. La zona giorno si apre sudi un grande terrazzo che corre tutto intorno al perimetro, con un ottima illuminazione naturale, mentre sulla parete cieca sono stati collocati la cabina armadio ed uno dei due bagni, illuminato però da una nuova finestra a soffitto. Questi due ambienti possono essere ulteriormente isolati grazie a dei pannelli inseriti in corrispondenza del setto centrale. Lo spazio finale risulta fluido,ampio, elegante. I materiali impiegati sono di grande pregio,principalmente rovere italiano e pietra naturale.

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