Il progetto di ristrutturazione prende le mosse dall’esigenza di collegare tra loro i due piani di proprietà con un oggetto che fungesse da snodo e cerniera per l’intera zona giorno. Attorno al corpo scala si articolano ingresso, cucina e living senza soluzioni di continuità; non esiste alcuna altra parete o divisorio se non il pannello in rovere che chiude, in un unico gesto, dispensa e guardaroba. Dietro questo pannello inizia il mobile cucina,distribuito ad L e totalmente aperto verso il soggiorno.L’articolazione tra spazi serviti e percorsi circoscritti alla scala genera la successione ingresso, cucina/pranzo, living, tavolo, sbarco scala e ingresso zona notte. Proprio laddove si accede alle camere parte la scala che conduce al piano superiore.
Quest’ultima è pensata come una micro architettura contenuta nell’unità immobiliare;essa è, allo stesso tempo, collegamento verticale e ripostiglio. E’pensata come fosse una conchiglia: esterno e interno del vano scala sono totalmente differenti. L’esterno, verniciato con uno smalto con texture “a buccia d’arancia”, è totalmente differente dal suo interno, realizzato in rovere massello. L’oggetto è appoggiato sul solaio e separato dall’intradosso del piano superiore grazie aduno spazio vuoto di circa 15 cm di altezza. La scala, chiusa e introversa verso l’ingresso, è permeabile nei confronti del living grazie ad una libreria che svolge anche la funzione di balaustra e contro parete attraverso cui lo sguardo coglie il passaggio di chi si reca al piano superiore. Tale libreria prosegue anche a livello superiore costituendo una vera e propria parete-contenitore. La scala ha parapetti in vetro per permettere alla luce proveniente dall’unico lucernario in copertura di far filtrare luce sino al livello inferiore. 
La scelta dei materiali (basaltina, rovere,vetro, laccatura bianca) è dovuta dalla volontà di avere spazi connotati con qualità cromatiche e tattili delle finiture ben diverse tra loro.

in collaborazione con l’arch. Carlo De Mattia

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