Nuovo stabilimento Termale del Centino

Nuovo stabilimento Termale del Centino

Tipologia
Concorsi
Cliente
Tesi di Laurea - UNICAM
Anno
2006

Overview

“Isaura, città dai mille pozzi, si presume sorga sopra un profondo lago sotterraneo. Dappertutto dove gli abitanti scavando nella terra lunghi buchi verticali sono riusciti a tirar su dell’acqua, fin là e non oltre si è estesa la città: il suo perimetro verdeggiante ripete quello delle rive buie de lago sepolto, un paesaggio invisibile condiziona quello visibile, tutto ciò che si muove al sole è spinto dall’onda che batte chiusa sotto il cielo calcareo della roccia. …” Italo Calvino, le città invisibili.

Premessa

L’imponente topografia, la sorgente sotterranea e la stratificazione storica delle preesistenze hanno suscitato interesse e curiosità, diventando il fulcro di una tesi di laurea stimolante. Il progetto nasce dalla necessità di affrontare un problema architettonico non con soluzioni compositive classiche, ma attraverso un pensiero alternativo, capace di interpretare il luogo in modo profondo e originale, valorizzando le sue complessità e suggerendo nuove possibilità di intervento.

La storia

La sorgente del Cacciatore, detta anche del Centino, sgorga dalla roccia a Schiagni, frazione di Nocera Umbra, tra le valli del Topino e del Caldogno. Nota per le sue proprietà terapeutiche già nel 1774 grazie al dott. Massimi, fu valorizzata dal novarese Luigi Chiodini, che ne avviò la captazione e l’imbottigliamento. Negli anni’40 fu acquistata da Bisleri, che ne potenziò la produzione. Attiva dal 1950 al 1960, la fonte del Centino contribuì alla fama internazionale delle acque di Nocera Umbra.

Il progetto di recupero

L’ex impianto del Centino, pur dismesso, ha continuato a richiamare visitatori per l’acqua sorgiva. Negli anni’80 ospitava un bar e un ambulatorio medico. Negli anni’90 nasce l’idea di recuperarlo come centro termale, parte di un progetto regionale. Il piano, firmato da Paolo Portoghesi, prevedeva nuovi edifici e la riqualificazione dei capannoni. Il sisma del 1997 blocca il cantiere, danneggiando irreparabilmente l’opera. La tesi propone il recupero e ampliamento degli spazi per un uso fisico e naturale delle acque.

Premessa

L’imponente topografia, la sorgente sotterranea e la stratificazione storica delle preesistenze hanno alimentato l’interesse per un progetto che sfida le soluzioni architettoniche classiche. Una tesi di laurea stimolante nasce proprio quando il problema non può essere risolto con schemi compositivi tradizionali, ma richiede un pensiero alternativo, capace di interpretare il luogo in modo profondo, valorizzando la sua complessità e suggerendo nuove prospettive progettuali.

Il luogo – segni del paesaggio

Il limite del bosco segna una netta separazione tra la vegetazione fitta e il fondovalle erboso, diventando confine e sfondo naturale del sistema Centino-Schiagni. La strada comunale che collega Nocera Umbra, Schiagni e il Centino definisce il paesaggio, racchiudendo il fondovalle. Il borgo medievale di Schiagni, 32 m sopra la sorgente, si sviluppa lungo la strada, con edifici disposti su terrazzamenti sostenuti da muri, sfruttando le pendenze naturali e creando un rapporto armonico con il territorio.

La luce

Lo stabilimento del Centino e il borgo di Schiagni si trovano sul versante sud del Monte Pennino, beneficiando di un’ottima esposizione solare. Anche nel mese di dicembre, con giornate più brevi, il borgo è illuminato già dalle nove del mattino, restando in luce fino al tardo pomeriggio, quando il sole scompare dietro le montagne a nord. In estate, l’intero fianco della montagna gode di luce continua, rendendo l’area particolarmente favorevole per attività legate al benessere e alla fruizione del paesaggio.

La posizione

Oltre alla favorevole esposizione solare, lo stabilimento del Centino e il borgo di Schiagni godono di una posizione paesaggistica privilegiata, situati all’inizio di un lungo fondovalle tra due sistemi montuosi che si aprono verso la Valtopina. In particolare, l’altimetria del borgo di Schiagni conferisce una forte identità visiva: da un lato domina il paesaggio con ampie vedute, dall’altro si offre come punto di riferimento riconoscibile da lontano, rafforzando il legame tra architettura e territorio.

Il collegamento

Dall’analisi del paesaggio, della sorgente, della luce e della visibilità nasce l’idea di assegnare a ogni luogo la funzione più adatta: al Centino, in contatto diretto con la montagna e la sorgente, la funzione termale; al borgo di Schiagni, panoramico e soleggiato, quella residenziale. Da qui nasce la volontà di unire i due luoghi con un elemento leggero e non invasivo: una rampa pedonale che, salendo o scendendo, offre visuali sempre diverse, permettendo una fruizione lenta e immersiva del paesaggio.

Temi di progetto – le terme

Il progetto nega l’accesso frontale al padiglione ottagonale, spostandolo sul retro per ristabilire il legame con la montagna e la sorgente. Il rapporto con la roccia diventa centrale, con due muri in pietra incastonati nella montagna che guidano il visitatore. L’ampliamento avviene per scavo, evitando nuovi volumi fuori terra. Ambienti ipogei illuminati dall’alto tramite tagli vetrati creano un dialogo tra suolo naturale e artificiale, enfatizzando il peso e la luce con patii e stanze trasparenti.

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